TDCS e Depressione

Il razionale dell’uso della tDCS nel trattamento dei disturbi depressivi si basa sulla conoscenza delle alterazioni funzionali che si verificano in questi pazienti a carico delle connessioni neuronali fra la corteccia prefrontale dorsolaterale e ventromediale sinistra e destra, l’amigdala e l’ippocampo (Campbell et al., 2004; Hamilton et al., 2008; Koenigs e Grafman, 2009). Tali alterazioni sono state evidenziate con studi neurofisiologici con elettroencefalografia (Reid et al., 1998; Debener et al., 2000).

Lo scopo delle tecniche di stimolazione non invasiva è quello di ristabilire l’equilibrio  interemisferico dell’attività neuronale tra le due aree DLPFC.

Per quanto riguarda la tDCS, l’attuale approccio è quello di tentare di migliorare l’attività neurale nel DLPFC sinistro con stimolazione anodale e / o ridurre l’attività neurale nel DLPFC destro con stimolazione catodica (Brunoni et al., 2012).

Gli studi di neuroimaging e modellizzazione al computer suggeriscono che la tDCS influenza anche in gran parte le strutture cerebrali più profonde, come l’amigdala, l’ippocampo e la corteccia subgenuale (Keeser et al., 2011a, b; Bikson et al., 2012; Peña-Gómez et al., 2012).

Tuttavia, non è ancora noto quali cambiamenti nelle reti cerebrali a riposo siano responsabili dell’efficacia antidepressiva della tDCS. Secondo i vari montaggi utilizzati, anche il rispettivo impatto di ciascun elettrodo sulla modulazione della rete cerebrale rimane poco chiaro.

Effetti antidepressivi
L’effetto antidepressivo della tDCS con stimlazione anodica sulla regione DLPFC sinistra è stata descritta per la prima volta da Fregni et al. (2006b, c). Da allora sono stati pubblicati diversi articoli con studi clinici e case report. Sono stati applicati prevalentemente 2 protocolli di stimolazione, uno con posizionamento del catodo sulla regione DLPFC di destra e uno con posizionamento sulla regione orbitofrontale destra.  Anche se l’area stimolata è sempre la DLPFC sinistra i due montaggi differiscono per le aree cerebrali profonde stimolate.

Ci sono al momento sufficienti evidenze scientifiche per attribuire una evidenza di efficacia terapeutica di livello B per il montaggio con catodo sulla regione orbitofrontale destra, 10  sessioni di almeno 20 minuti ciascuna, solo in pazienti con depressione maggiore responsiva alla terapia farmacologica. Esistono al contrario evidenze di livello B per l’inefficacia del trattamento nei pazienti con depressione farmaco resistente.

Per quanto riguarda il secondo montaggio, con catodo sulla regione DLPFC controlaterale, non ci sono al momento sufficienti evidenze di efficacia.

Tratto da “Evidence-based guidelines on the therapeutic use of transcranial direct current stimulation (tDCS)” Lefaucheur et al. Clinical Neurophysiology 128 (2017) 56–92

 

 

 

 

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